Tintura naturale
Naturale non è sinonimo di biologico
Tingere Biologico significa utilizzare prodotti chimici e coloranti a basso impatto ambientale,mentre la tintura naturale è eseguita utilizzando esclusivamente sostanze coloranti presenti in natura che possono anche non avere caratteristiche di biodegradabilità.
La nostra ricerca sui coloranti naturali
Relativamente alla tintura naturale( con utilizzo esclusivo di coloranti di origine vegetale), abbiamo portato avanti per anni un’approfondita ricerca e sperimentazione selezionando solo polveri e sostanze biologiche, che ci ha permesso di ottenere un buon risultato sulle fibre di origine animale (lana e seta).
Per quanto riguarda le fibre di origine vegetale (cotone, canapa, lino…), l’applicazione tintoriale di queste polveri risulta essere più impegnativa e con scarse performance di solidità a luce,lavaggio,sudore e sfregamento.
COLORANTI NATURALI UTILIZZATI:
Cocciniglia: si tratta di un insetto che vive sui cactus. Originario del Messico, era usato dagli Incas, dai Maya e dagli Aztechi per tingere nei colori rosso, porpora. Ha un grande potere tintoriale sui tessuti a maglia ma è utilizzato prevalentemente come colorante alimentare.
Brasileina: con questo nome si indicano i legni di diverse piante, che crescono in India, Brasile e nelle Antille. Sono legni contraddistinti da striature rossastre o giallo brune, dai quali si ricavano colorazioni nelle sfumature del rosa-rosso.
Robbia: è la più importante pianta tintoria. Le sue radici infatti sono un formidabile colorante dei toni del rosso, mattone, arancione e sono da sempre vendute nei mercati marocchini e persiani e utilizzate per tingere prodotti artigianali.
Quebracho: identifica il nome commerciale di un legname molto duro derivato da specie di piante di famiglie diverse. Il legno viene utilizzato per la sua resa tintoriale nei toni del giallo e per la concia al vegetale delle pelli, mentre la corteccia è usata in medicina per le sue proprietà stimolanti sul sistema nervoso centrale.
Reseda: è una delle più antiche piante tintorie ed è coltivata in tutta Europa, prevalentemente su terreni calcarei. Tutte le sue parti, radici, rami, foglie, semi, contengono un principio colorante giallo che è il più bello, puro e solido che si possa ottenere.
Campeggio: è una leguminosa originaria della Baia di Campeche in Messico, luogo da cui prende il nome. Dalla corteccia tritata finemente si estrae un pigmento colorante dei toni del blu–violetto.
Indaco: è una sostanza colorante azzurra, molto solida, che si estrae dai rami e dalle foglie di diverse specie di Indigofera, pianta che cresce specialmente in India, a Giava, in Cina e che fu portata in Europa da Marco Polo.
Clorofilla: è un pigmento verde presente nell’erba, nelle foglie e, più in generale in tutti gli organismi capaci di fotosintesi.
Caffè: sono semi di una pianta che cresce nelle zone meno calde ai tropici, questi semi tostati e liofilizzati ci consentono una colorazione che va dal giallo scuro al marrone.
Tè nero: le foglie essiccate di questa pianta si utilizzano per le colorazioni dei beige e dei marroni.
E ancora: mirtillo, melograno, noce, vino, ecc...
Abbiamo inoltre selezionato ammorbidenti a base di aloe vera, cera d'api e vitamina E.


